parole...solo parole?...

e folletti...
domenica, 10 agosto 2008

Chiuso...non solo per ferie

Ho deciso di non continuare a scrivere. Questo blog era nato un pò per scherzo, un pò per bisogno di scrivere, un pò per colmare certi vuoti, un pò per hobby, un pò per ...follia. I miei post hanno sempre avuto,  nonostante qualche eccezione, un carattere personale ed introspettivo. E' stato, tutto sommato, un angoletto di rete, un piccolo spazio personale ma nello stesso tempo accessibile al mondo intero, dove ho riversato qualche mio intimo pensiero: solo un paio di persone conoscono realmente la mia identità.

Non mi chiamo Carlo.

Mi hanno sempre affascinato gli aspetti della blogosfera: un blog ha un carattere personale e universale allo stesso tempo, un blogger sceglie gli amici bloggers e viene scelto a sua volta. e le scelte, il più delle  volte, avvengono in base ad elementi "virtuali". Possono crearsi anche delle belle amicizie con persone lontane fisicamente, a volte ci si incontra ( a me è capitato), a volte ci si nasconde, a volte ci si rivela: blog e bloggers sono un universo da scoprire, un universo che si apre sull'animo umano. Per me l'esperienza termina qui. Da oggi in poi leggerò soltanto, perciò continuate a scrivere, finchè ne avrete voglia, sui vostri blog. Ciao,

Follemondo

P.S. Difendete sempre la libertà della rete, intesa come possibilità di comunicare liberamente. In fondo non è proprio la voglia di comunicare che accomuna tutti i bloggers?

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lunedì, 07 luglio 2008

Che bella serata!

Avevo scritto qualcosa riguardo alla mia serata di compleanno che somigliava ad uno sfogo. Ho cancellato tutto. Unica nota positiva della giornata (del mio compleanno) è stato il mare limpido che ha regalato a me e ai miei nipoti ore di gioco e di spienseratezza...

ionio 

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venerdì, 04 luglio 2008

una simpatica storiella...

Non vi dico come ne sono venuto a conoscenza (posso dirvi solo che è stato grazie a internet) ma la storiella è davvero simpatica:

 
 Un giorno la Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei.
 Dopo il caffè, la Follia propose: 'Si gioca a nascondino?'.
 'Nascondino? Che cos'è?' - domandò la Curiosità.
'Nascondino è un gioco. Io conto fino a cento e voi vi nascondete.
 Quando avrò terminato di contare, cercherò e il primo che troverò
 sarà il prossimo a contare'.
Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia.
'1,2,3. - la Follia cominciò a contare.
 La Fretta si nascose per prima, dove le capitò.
 La Timidezza, timida come sempre, si nascose in un gruppo d'alberi.
 La Gioia corse in mezzo al giardino.
 La Tristezza cominciò a piangere, perché non trovava un angolo
 adatto per nascondersi.
L' Invidia si unì al Trionfo e si nascose accanto a lui dietro un sasso.
La Follia continuava a contare mentre i suoi amici si nascondevano.
La Disperazione era disperata vedendo che la Follia era gia a novantanove.
'CENTO! - gridò la Follia - Comincerò a cercare.'
La prima ad essere trovata fu la Curiosità, poiché non aveva potuto
impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere
scoperto.
Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non
sapeva da
quale lato si sarebbe meglio nascosto.
E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza.
Quando tutti erano riuniti, la Curiosità domandò:
'Dov'è l'Amore?'.
Nessuno l'aveva visto.
La Follia cominciò a cercarlo.
Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi sotto le rocce.
Ma non trovò l'Amore.
Cercando da tutte le parti, la Follia vide un roseto, prese un
pezzo di legno e cominciò cercare tra i rami, allorché ad un tratto sentì un
grido.
Era l'Amore, che gridava perché una spina gli aveva forato un occhio.
La Follia non sapeva che cosa fare.
Si scusò, implorò l'Amore per avere il suo perdono e arrivò
fino a promettergli di seguirlo per sempre.
L'Amore accettò le scuse.
Oggi, l' Amore è cieco e la Follia lo accompagna sempre.

cl

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venerdì, 23 maggio 2008

Momento catartico

E' un momento di tranquillità e serenità e non sento il bisogno di scrivere. Stasera ho preso diversi calci durante la partita di calcetto ma mi sento bene. Continuiamo così... 
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domenica, 30 marzo 2008

Rieccomi...

Non so se definirla empatia o sensibilità ma ogni volta che metto piede in un ospedale mi viene un nodo alla gola quando ascolto o osservo o scambio uno sguardo con un malato o una persona che soffre. Oggi sono stato in due cliniche diverse a far visita con mia madre a due persone che conosciamo. In una delle due cliniche sono nato io e solo ora ci ho rimesso piede da quando sono nato. Il nome della struttura è dedicato ad una statua della Madonna posta nell'ingresso esterno. Mia madre mi ha raccontato un particolare della mia nascita che non conoscevo. Mia madre sapeva che avrebbe dovuto partorire con il cesareo ma seppe solo all'ultimo momento da un'infermiera che sarebbe stata operata alcuni giorni prima del previsto. Nacqui qualche giorno prima perchè la sala operatoria per il cesareo era già pronta in quanto un'altra signora aveva partorito nello stesso modo una mezzora prima. Con quella signora e suo figlio dura ancora oggi un'amicizia bellissima. Vennero a svegliare mia madre al mattino per darle la notizia, lei era da sola, non c'era mio padre e non c'erano le mie zie, fece appena in tempo a telefonare per avvisare di quanto stava succedendo. Fummo soli io e mia madre, come questa Madonna e il suo bambino...m
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sabato, 29 marzo 2008

La primavera...

Oggi mi sono lasciato inebriare dal sole e pensavo al regalo da fare ad una persona speciale per il suo compleanno. Ho deciso che le comprerò una crema per il corpo ma non so su quale linea di profumazione orientarmi: iris, caprifoglio, rosa, vaniglia e zenzero, tè bianco, meharees (dattero,mirra e yucca), orangerie, tiarè. Sono tutte fragranze che mi affascinano, ma devo sceglierne una, sperando che piaccia a lei. Oppure potrei comprare dei fiori... no, niente fiori, una buona e profumata crema è il regalo giusto!

magari un fiore virtuale che più mi ricorda lei: una bella gardenia! Mi sento un adorabile imbecille innamorato...

g

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martedì, 11 marzo 2008

Ciao zio

Lo zio d'America non c'è più. Mi ha telefonato mio cugino per comunicarmi la peggiore notizia della giornata. Le cose più belle che ricordo di lui sono le gioie che procurava a noi piccoli nipoti quando portava i pacchi dall'America, i suoi forti abbracci quando partii dall'aeroporto della sua città, il sorriso dolce, il suo modo di parlare calmo, la sua allegria quando si trovava in mezzo alle persone che voleva bene. Nonostante fosse lo zio che vivesse più lontano, è stato quello che più ho amato e che più mi è mancato. Il suo primo viaggio nel sud America, quando aveva appena 18 anni, lo fece con nave: impiegò un mese per arrivare. Poi tanti viaggi con l'aereo. Ciao zio, mi mancherai ancora di più, ora...
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domenica, 09 marzo 2008

...

penso di essermi innamorato...
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domenica, 24 febbraio 2008

Piccolo omaggio

Era da tempo che volevo rendere un omaggio alla città in cui ho trascorso un lungo periodo fatto di studio, esperienze, lavoro, amicizie indimenticabili, amori, delusioni, gioie. Una città che nel bene e nel male mi ha dato veramente tanto...

 

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sabato, 26 gennaio 2008

lo stesso sbaglio?

Ho ascoltato una canzone che mi fatto riflettere su alcuni miei comportamenti recenti. Ho avuto come la sensazione di commettere gli stessi sbagli, ma forse è solo il mio modo di essere e di fare che è difficile cambiare. Ecco il testo e la traduzione:

So while I’m turning in my sheets
And once again I cannot sleep
Walk out the door and up the street
Look at the stars beneath my feet
Remember rights that I did wrong
So here I go

Hello, hello

There is no place I cannot go
My mind is muddy but
My heart is heavy does it show
I lose the track that loses me
So here I go

Uhuh uhuh uhuh

And so I sent some men to fight
And one came back at dead of night
Said he’d seen my enemy
Said he looked just like me
So I set out to cut myself
And here I go

Uhuh uhuh uhuh

I’m not calling for a second chance
I’m screaming at the top of my voice
Give me reason, but don’t give me choice
Cause I’ll just make the same mistake again

Uhuh uhuh uhuh

And maybe someday we will face
And maybe talk but not just speak
Dont buy the promises cause
There are no promises I keep
And my reflection troubles me
So here I go

Uhuh uhuh uhuh

I’m not calling for a second chance
I’m screaming at the top of my voice
Give me reason, but don’t give me choice
Cause I’ll just make the same mistake

I’m not calling for a second chance
I’m screaming at the top of my voice
Give me reason, but don’t give me choice
Cause I’ll just make the same mistake again

Uhuh uhuh uhuh

Uhuh uhuh uhuh
So while I’m turning in my sheets
Uhuh uhuh uhuh
And once again I cannot sleep
Uhuh uhuh uhuh
Walk out the door and up the street
Uhuh uhuh uhuh
Look at the stars
Uhuh uhuh uhuh
Look at the stars falling down
Uhuh uhuh uhuh
And I wonder where
Uhuh uhuh uhuh
Did I go wrong?


Same Mistake (Stesso Sbaglio, James Blunt)

Così mentre mi giro tra le  lenzuola
e ancora una volta non riesco a dormire
esco fuori dalla porta e vado in strada
guardo le stelle sotto i miei piedi
ricordando cose giuste che ho sbagliato
così vado via

ciao,ciao

non c’è posto in cui non posso andare
la mia mente è confusa ma
il mio cuore è pesante e lo dimostra
perdo il sentiero, che perde me
così vado via

e così ho inviato alcuni uomini a combattere
e uno di loro è tornato indietro al morire della notte
ha detto di aver visto il mio nemico
ha detto che assomigliava a me
così sono partito per nascondermi
e così vado via

non sto chiedendo una seconda possibilità
sto urlando con tutta la mia voce
dammi una ragione, non darmi una scelta
perchè farò ancora lo stesso sbaglio

e forse un giorno ci incontreremo
e forse parleremo, ma non tanto per parlare
non comprare promesse perchè
non ci sono promesse che mantengo
e il mio riflettere mi turba
e così vado via

non sto chiedendo una seconda possibilità
sto urlando con ttta la mia voce
dammi una ragione, non darmi una scelta
perchè farò ancora lo stesso sbaglio

così mentre mi giro tra le mie lenzuola
e ancora una volta non riesco a dormire
esco fuori dalla porta e vado in strada
guardo le stelle che cadono
e mi chiedo dove ho sbagliato?


postato da follemondo alle ore 22:57 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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Utente: follemondo
Nome: Carlo P
di me qualcuno ha scritto "...eri imprevedibile e soave come una piuma che cade dal cielo sfiorandomi...". Lo sono ancora...


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